5.26.2019



ALESSANDRO SCARABELLO

Uppercrust
A cura di Marcello Smarrelli


Palazzo della Corgna, Castiglione del Lago
8 giugno – 1 settembre 2019

Inaugurazione sabato 7 giugno 2019, ore 17.30


Alessandro Scarabello presenta Opera Rubra, un progetto site specific per Palazzo della Corgna. Un intervento pittorico inedito in dialogo con lo splendido ciclo di affreschi del Pomarancio, che celebra le gesta del Marchese Ascanio della Corgna. In mostra, per la prima volta nella loro completezza, anche il ciclo Uppercrust, con dodici grandi ritratti a figura intera, e la serie Heads, composta da oltre cento dipinti.

COMUNICATO STAMPA

Palazzo della Corgna apre alle espressioni più all’avanguardia dell’arte contemporanea. Il polo culturale della cittadina umbra ospiterà per tutta l’estate la mostra di Alessandro Scarabello dal titolo Uppercrust, a cura di Marcello Smarrelli.

La mostra è promossa dal Comune di Castiglione del Lago e organizzata da Sistema Museo e Cooperativa Lagodarte, in collaborazione con Aurora Group e The Gallery Apart Roma.

L’inaugurazione è in programma venerdì 7 giugno alle ore 17.30, alla presenza del curatore e dell’artista, e sarà visitabile dall’8 giugno all’1 settembre 2019.

Dimora del Marchese Ascanio della Corgna, il palazzo si sviluppa al suo interno attraverso una serie di stanze, alcune delle quali parzialmente o interamente affrescate, che costituiscono il percorso espositivo. 
Alessandro Scarabello ha realizzato per l’occasione Opera Rubra, ideato per la Sala delle Gesta di Ascanio. Tre tele di grandi dimensioni sono installate al centro della camera picta, in modo non convenzionale, e dialogano con gli affreschi del Pomarancio che celebrano le gesta di Ascanio della Corgna. Il trittico nasce da una ricerca sulla pittura al limite tra figurativo e informale, gli elementi rappresentati convivono con la potente cromia delle tele a simboleggiare l’ardore, il coraggio e la passione che caratterizzano la figura romantica del condottiero. Nelle sale successive Scarabello presenta, per la prima volta nella sua completezza, la serie Uppercrust composta da 12 grandi ritratti a figura intera e a grandezza naturale, oltre al ciclo Heads che comprende più di cento dipinti di formato ridotto.
Upper crust è l’espressione con cui nelle società anglosassoni vengono indicati gli appartenenti alle leading classes, la nuova aristocrazia che utilizza la propria posizione dominante in termini economici, finanziari e di comunicazione. Con questo progetto l’artista ha voluto creare un vero e proprio catalogo di tipi umani a vario titolo rappresentativi di queste élite, sulla cui onorabilità Scarabello interroga se stesso e lo spettatore.
La nobile dignità del Palazzo della Corgna e delle gesta coraggiose di Ascanio, affrescate sulle pareti, che ne esaltano le virtù di signore illuminato, vengono messe a confronto con una rappresentazione volutamente caricaturale di vizi, posture e atteggiamenti manierati, espressioni tipiche dei contemporanei “uppercrust”.
Scarabello invita lo spettatore a un confronto visivo molto serrato. Al repertorio iconografico classico che inneggia alle eccezionali doti di Ascanio nelle molteplici vesti di condottiero, amante delle arti e amministratore (fu anche promotore di una riforma agraria dai caratteri fortemente innovativi), viene contrapposta una visione composta da una serie di elementi che manifestano tutt’altro.
Il dialogo tra queste due forme così antitetiche di potere è il corto circuito che l’artista innesca per sottolineare l’urgenza di una nuova e diversa classe dirigente, che basi il suo potere sulla conoscenza, sui saperi e sulle competenze al fine di poter avere politici che promuovano modelli di convivenza più equi, riducendo il divario esistente tra i pochi detentori di ricchezza e i troppi disperati che popolano il pianeta.




Alessandro Scarabello (Roma, 1979) vive e lavora a Bruxelles. Ha conseguito il BFA presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e il MFA presso la Royal Academy of Fine Arts (Kask) di Gand, esponendo in numerose istituzioni pubbliche e private in Italia tra cui il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano (PAC), Palazzo Collicola di Spoleto e Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ha partecipato a diverse Biennali d’arte contemporanea tra cui la Bienal del fin del mundo in Sud America, la Biennale dei Paesi del Mediterraneo ad Alessandria d’Egitto, la Biennale di Tunisi e la Biennale dei giovani artisti a Monza, Italia.


COORDINATE MOSTRA

Date: 8 giugno – 1 settembre 2019
Luogo: Palazzo della Corgna, Castiglione del Lago
Inaugurazione: 7 giugno 2019, ore 17.30
A cura di: Marcello Smarrelli
Orario: tutti i giorni 9.30–19. Ultimo ingresso 45 minuti prima dell’orario di chiusura. È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate.

Biglietto: Il biglietto comprende la visita al Palazzo della Corgna e alla Rocca del Leone.
Intero euro 8; 
ridotto A euro 6 (gruppi +15; fino a 25 anni); 
ridotto B euro 3 (6-18 anni); 
unico residenti Comune di Castiglione del Lago euro 4; 
gratuito bambini fino a 5 anni.

Visite guidate: in italiano € 80; in inglese € 100. Al costo si aggiunge il biglietto ridotto.

Informazioni, visite guidate e laboratori per le scuole: Palazzo della Corgna +39 075 951099 - cooplagodarte94@gmail.com


Prenotazioni: Call center + 39 0744 422848 (dal lunedì al venerdì 9-17, sabato 9-13, escluso festivi) - callcenter@sistemamuseo.it

www.palazzodellacorgna.it

La mostra è realizzata in collaborazione con The Gallery Apart Roma – www.thegalleryapart.it
























by Esterina Pacelli



ANXANUM è il nuovo disco di Andrea Castelfranato, prodotto dall’etichetta Fonè di Giulio Cesare Ricci, è un dono alla sua città d’origine, Lanciano.  Tredici tracce tra cui i Louisiana Blues, I Remenber You e Sweet Little Town, Memories, Kiitos, non manca l’omaggio ai grandi nomi della musica internazionale, per citare alcuni, Sting, Pino Daniele, Fausto Mesolella, Beatles.
ANXANUM è una raccolta di brani di solo chitarra, un punto di arrivo, o forse, è una nuova partenza per raggiungere nuovi obiettivi. Castelfranato in questa intervista si racconta in modo semplice e umile, quello che lui è, mettendo in evidenza la difficoltà, la sofferenza, le sconfitte, ma soprattutto, saper ricominciare ogni volta con una nuova forza e con una nuova energia perché il suo mantra è:  ‘crederci sempre’.



CHI E' ANDREA CASTELFRANATO
Sono cresciuto a Lanciano, una piccola cittadina in collina situata in Abruzzo a pochi chilometri dalla costa Adriatica. Ho iniziato presto a salire quei gradini che ti portano sul palco, dopo una lunga serie di approcci nei locali della zona in cui con mio fratello alle tastiere suonavamo fino allo sfinimento dalle 16 del pomeriggio sino alle 5 del mattino con un repertorio infinito.
Entrai a far parte di una formazione etnica in cui si suonava in tutta Europa, nei festivals e in teatri importanti. Mi ricordo che a casa non c'ero mai, rientravo solo per disfare la valigia e mettere i panni nuovi e via a macinare km in macchina, in treno, in aereo e in nave. I giorni, mesi e anni passavano così in fretta che la musica riempiva la mia vita. Ero il più giovane del gruppo e ricordo che vivevo quel periodo con grande ansia e responsabilità, erano ormai lontani quei giorni in cui suonavo in un ristorante con mio fratello le canzoncine senza la preoccupazione di essere troppo osservato dalla gente. In teatro e nei grandi festivals dovevo avere un maggiore controllo della situazione, così che negli hotel e nei camerini studiavo a più non posso e cercavo di apprendere il più possibile guardando i veri professionisti.
Nel frattempo cominciai a lavorare anche ad un progetto tutto mio, il mio sogno sin da piccolo era di girare il mondo con la mia musica e la mia chitarra. Gli studi classici non mi davano soddisfazione personale, avevo studiato i maggiori compositori e interpreti classici ma avevo esigenza di dire qualcosa sullo strumento. Così che cominciai a studiare nuove tecniche e a dare forma alle mie idee. Mi affacciai al mondo delle accordature aperte. Un modo completamente nuovo inusuale di accordare o meglio "scordare" la chitarra.
Sperimentavo e allo stesso modo giocavo con la chitarra a girare le meccaniche del mio strumento in modo da cercare un suono che mi sorprendesse…era come se stessi iniziando tutto da capo.
Mi avvicinai al "Tapping", una tecnica che permetteva di suonare sulla tastiera della chitarra con due mani, occorreva una grande abilità e perfezione nel suono.
Cercai di trasportare questa tecnica sulla chitarra acustica e cominciai a scrivere i primi brani, Louisiana Blues, I Remenber You e Sweet Little Town, con l'aggiunta delle percussioni sulla cassa armonica.

COME E’ AVVENUTO IL SUO PRIMO CONTATTO CON LA MUSICA, SI RICORDA QUALCHE AVVENIMENTO IN PARTICOLARE?
All'età di sette anni decisi di provare a mettere le mie dita sulla chitarra, anche per volontà di mio padre e ora a 41 anni continuo ancora a utilizzare le mie dita sulle corde di questa compagna di vita, la chitarra.
Da ragazzino per reperire i dischi dei miei idoli della 6 corde compravo il materiale in Germania attraverso una delle più grandi etichette mondiali della chitarra, c'erano nomi grandissimi, ricordo che ogni mese mi spedivano un catalogo con tutti i nomi e foto di questi grandi maestri.
Mi dicevo sempre in me:" Chissà se un giorno ci sarò anche io in questo catalogo".
Successe che nel 2006 questa etichetta organizzava in Germania un concorso chitarristico per nuovi emergenti. Mi iscrissi e partii per la Germania. Ero in gara con giovani talenti di tutto il mondo. Quell'anno vinsi io e mi fecero il contratto con un disco nell'Acoustic Music Records.
I sogni sono fatti per essere realizzati, no?
Da quel momento in poi è stato un crescendo, ho condiviso in tutta Europa i palchi con i miei idoli, ho conosciuto posti e persone, ho realizzato altri dischi e le mie musiche sono eseguite da molti ragazzini in ogni parte del mondo, tutto visibile su Youtube.

E' GIUSTO PARAGONARE LA CHITARRA AD UNA MAESTRA DI VITA?
La chitarra, la musica, sicuramente mi hanno insegnato e segnato profondamente. Faccio fatica a pensare alla mia vita senza di esse, ho vissuto sempre in simbiosi con la chitarra, a volte penso a cosa sarebbe stata la mia vita senza la chitarra…probabilmente avrei avuto più certezze …ahahaha… chissà. Viviamo in un Paese in cui la musica e l'arte non vengono considerate più di tanto e gli artisti non sono tutelati. Comunque c'è da dire che la chitarra mi ha salvato in molte fasi della mia vita, e nei periodi bui riesce a darmi una speranza e una ragione in più per esistere e resistere.

QUAL E' LA DIFFICOLTA' MAGGIORE CHE INCONTRA OGNI GIORNO PER FAR CONOSCERE LA SUA MUSICA?
Nel mio caso, io ho scelto probabilmente un percorso difficile, quello strumentale, di nicchia, in un momento storico in cui, soprattutto in Italia, si dà spazio ai cantanti vedi i Talent tutti rivolti alle "belle" voci. Non ci sono spazi per poter presentare un progetto di musica strumentale e soprattutto non ci sono persone interessate ad investire su questo prodotto e parlo di chi opera nel settore del management. Io sono il manager di me stesso, il mio tempo a disposizione lo trascorro nel cercare i contatti e promuovermi trascurando a volte del tempo per scrivere e studiare.

NELLA SUA CARRIERA HA GIA’ INCISO DIVERSI ALBUM, SI RICORDA COME NASCE IL SUO PRIMO?
Nel 2004 registrai il mio primo CD di chitarra "Memories", il disco arrivò in Francia ad un organizzatore del Festival Guitare Issoudun. Mi chiamarono a far parte della rassegna come rappresentante italiano. Fu per me una grande gioia andare in Francia e suonare in un importante Festival chitarristico. Come si dice l'appetito vien mangiando e così che continuai a fare concerti di solo chitarra perfezionandomi  sempre più al mio repertorio.
Il brano si tuffa nei ricordi di bambino ad inseguire il vento nelle campagne abruzzesi con i miei nonni fino al tramonto mentre il sole si nascondeva dietro le valli.
Dopo “Memories” incisi il brano "Kiitos". E’ una melodia dolcissima che ho scritto durante un tour in Finlandia. Ero su un treno che mi avrebbe portato in una località a 400 km da Helsinki. Rimasi stupito nell'osservare la grandezza della natura, il treno attraversava boschi ricchi di vegetazione dove fasci di luce penetravano in un silenzio quasi surreale. Alloggiavo in una casa sulle sponde di un lago ghiacciato e una mattina venne a trovarmi questa melodia delicata. "Kiitos" vuol dire grazie in finlandese ed è l'unica parola che sono riuscito a comprendere da una lingua estremamente difficile.


MASCIULLI EDITORE PUBBLICA ALLA FINE DEL 2018 “UNA CORDA SPEZZATA” ED E’ IL SUO ESORDIO NEL MONDO DELL’EDITORIA COME SCRITTORE, COSA HA SPINTO ANDREA CASTELFRANATO A SCRIVERE UN LIBRO AUTOBIOGRAFICO?
All'età di 24 anni mi ammalai di una forma di insufficienza renale che mi portò a rallentare il mio percorso professionale e ad avere grandi disagi. Ne uscìì fuori da quella situazione grazie ad un trapianto renale. Da quel momento in poi cercai di tenerlo sempre nascosto quel ricordo e di non dirlo a nessuno per paura che potesse compromettere la mia carriera. Alcuni anni fa un editore mi invitò a suonare alcuni brani durante una rassegna di libri. In quell'occasione una scrittrice presentò il suo libro in cui raccontava la sua esperienza con la dialisi e poi la rinascita con il trapianto. Quel racconto mi fece capire che in qualche modo la mia storia poteva essere la stessa di molte persone che vivono un disagio del genere, quindi dare voce a chi non vede una luce di speranza. Decisi di scrivere su carta il mio periodo più buio e così che diedi il mio racconto all'editore Masciulli e dopo alcune settimane mi chiamò dicendomi di voler pubblicare "Una corda spezzata". Fu per me una grande gioia e ricevo attualmente molti messaggi di consenso da molte persone.


L’ANNO 2018 SI E’ CONCLUSO CON LA PUBBLICAZIONE DEL SUO LIBRO, IL NUOVO ANNO INIZIA CON L’INCISIONE DELL’ALBUM ANXANUM ETICHETTA FONE’ REALIZZATO IN UN BORGO MERAVIGLIOSO TRA ARTE, CULTURA E TRADIZIONI SONORE, CERTALDO ALTO. RAPPRESENTA SICURAMENTE UN MOMENTO CRUCIALE PER IL SUO CAMMINO ARTISTICO, COSA CUSTODISCE ANXANUM?
Qualche anno fa fui invitato a suonare a Caserta durante l'evento "Settembre al Borgo". Fui segnalato agli organizzatori dal dott. Alfonso Tramontano, grande amico del chitarrista scomparso degli Avion Travel Fausto Mesolella. Quell'edizione era un omaggio al chitarrista casertano scomparso alcuni mesi prima. Durante il mio concerto ad assistere c'era l'ingegner Giulio Cesare Ricci con la moglie Paola, fondatori dell'etichetta discografica Fonè. A fine serata mi fece molti complimenti per la mia performance e restammo a cena dove mi parlò della sua storia, i suoi incontri con personaggi illustri della musica internazionale da Bocelli, Accardo, Marcotulli, Hamilton e tanti altri, rimasi davvero affascinato dai suoi racconti.
In seguito mi invitò in Toscana a casa sua dove mi fece vedere i suoi "gioielli", impianti audio, microfoni utilizzati da John Lennon e pareti colorati da foto con personaggi importanti che ha incontrato nel corso della sua vita.
A cena mangiammo una vellutata di zucca e bevemmo dell'ottimo vino. Ad un certo punto mi esclamò:" Bene Andrea, lo vogliamo fare questo disco?" Per poco mi andava di traverso la vellutata.
Nei mesi successivi mi scriveva e ci sentivamo per telefono ad organizzare bene le date e i brani da inserire nel disco.
Nel dicembre del 2018 mi recai a Certaldo Alto per registrare il mio disco con la Fonè. Impiegai due giorni nel suonare il disco all' interno di un castello e precisamente nella cantina.
A marzo 2019 è uscito  "Anxanum" dedicando il disco alla mia cittadina Lanciano dove sono nati i brani presenti nel disco.
Sono stato in giro a promuoverlo a Roma, Milano, Padova, Caserta e spero presto che anche Lanciano possa essere teatro di presentazione del mio lavoro.

CHI  VUOLE RINGRAZIARE?
Mi viene subito in mente la famiglia, i miei genitori che non hanno mai smesso di credere nelle mie qualità. Ringrazio chi mi ha concesso la possibilità di vivere una seconda vita grazie ad un trapianto e non per ultimo Alfonso Tramontano che in pochi anni mi ha dato un grande sostegno morale e artistico.

VORREI CHIUDERE QUESTA INTERVISTA CON IL SUO MANTRA : “CREDERCI SEMPRE”, SPESSO LO RIPETE AI SUOI AMICI, MA PER LEI COSA SIGNIFICA?
E' importante credere in qualcosa, quando avevo 14 anni sognavo di suonare in giro per il mondo con la mia chitarra e di essere prodotto da una importante etichetta. Tutto ciò è successo, ho lavorato tanto per arrivare ai miei obbiettivi e con tanti sacrifici li ho raggiunti. Adesso ho altri traguardi da raggiungere e so come fare, i sogni ci sono per essere realizzati!





Ringrazio Andrea Castelfranato per la sua disponibilità a raccontarsi e ricordo che l’album Anxanum può essere acquistato sul sito https://foneshop.it/it/

Buona musica a tutti!
















2.21.2019

FRaC Baronissi
MUSEO-FONDO REGIONALE D'aRTE CONTEMPORANEA

Comune di Baronissi - Regione Campania
Galleria dei Frati
23.02 > 24.03.2019

Comunicato stampa



Sabato 23 febbraio alle ore 18:30, apre al pubblico la mostra personale di Michele Attianese dal
titolo GROUND. La mostra curata da Massimo Bignardi, ripercorre le esperienze del giovane
artista campano, dal 2009 ad oggi: dipinti che segnano una decisa svolta nella sua esperienza
creativa.
«Dopo la mostra dedicata a Pino Pascali organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario
della morte – osserva il Sindaco Gianfranco Valiante – l’attenzione del Museo-FRaC torna a
puntare la sua attenzione sulla realtà dell’arte della nostra regione. Uno sguardo sulle nuovissime
esperienze, sui giovani che oggi segnano una traccia significativa nel dibattito culturale: sguardi che
si aprono all’Europa, in un confronto di rinnovamento e, al tempo stesso, di promozione di una
nuova proposta all’interno dell’articolato dibattito sulle arti e, in generale, sulla cultura».
«La pittura che inclina il suo sguardo sulle proprietà del reale – annota Massimo Bignardi –, registra
da tempo un trend positivo, un apprezzamento del pubblico dei collezionisti, solito delle grandi
rassegne o delle fiere d’arte contemporanea. Immagini soprattutto di città, inclini a raffigurare
frammenti di vita di un’epoca posta sotto l’imperativo dell’aggettivo ‘istantaneo’, nella quale
‘attendere’, sosteneva Laura Potter, “è diventata una parola oscena”.
La vita, nell’epoca della surmodernité, governata dalla dittatura delle immagini che, dagli
smartphone ai grandi schermi posti ad icona dei non-luoghi, bombardano da ogni angolo la nostra
quotidianità, è il tema che tiene insieme, in pittura, l’esperienza creativa di Michele Attianese. Il suo
è uno sguardo che si muove tra le ‘geografie’ di marginalità urbane, tra architetture mute e le figure
che vi abitano, ponendo, di volta in volta, l’accento ora sulla dimensione dello spazio, ora sulle
cose. Non c’è, o almeno non nelle opere di questi ultimi anni, nelle quali si fa avanti un certo
approccio percettivo che tende a parametrare le diverse proprietà della realtà, il bisogno di una sua
raffigurazione, vale a dire di una composizione ove la pittura si fa riporto del vedere. Le opere
recenti segnano l’avvio di una nuova fase esplorativa del reale: un processo che, per alcune affinità
se pur alla luce dell’imperativo tecnologico-digitale, non è distante, da quella
‘risemantizzazione del reale’ della quale parlava Sanguineti, a metà degli anni Sessanta, riferendosi
alle esperienze degli artisti che diedero vita a Napoli al Gruppo 58. Nella loro azione di
riappropriazione degli spazi e delle cose, degli oggetti propri del patrimonio iconico-antropologico
partenopeo, si ritrovava l’identità esistenziale di una generazione che palesava una nuova formula,
scriveva Sanguineti, “per un progetto che ha radici ben solide, in questo terreno napoletano”.
Attianese muove dalle stesse coordinate; cioè avvicina lo spazio (che è materia della sua formazione
di architetto) e le cose che hanno origini diverse e non sempre attinenti al reale, conservando una
concezione animistica propria della cultura vesuviana. Un indirizzo che è riconoscibile nei lavori
realizzati nel 2015, penso in tal senso a Right place #3, Crowd, Partitura anonima, piccoli dipinti
ad olio su carta o su tavola, per i quali l’artista si sporge verso lo spazio, oppure Assembly boy ove,
invece, sono le cose a prevalere».

MICHELE ATTIANESE, Castellammare di Stabia (NA) 1976. Dopo i corsi di Tecniche dell’Incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, si laurea nel 2009 in Architettura. Significativa è l’esperienza dei “laboratorio di quartiere” di Riccardo Dalisi nel Rione Sanità, uno storico quartiere di Napoli caratterizzato da una forte anima popolare ricca storia e tradizione. Di grande importanza è la collaborazione con l’associazione umanitaria Emergency con cui realizza un progetto di pittura e illustrazione introducendo nella propria ricerca personale temi fortemente legati
al mondo umanitario e all’accoglienza al diverso.
Tiene la prima personale dal titolo “Derma” nel 2002, anno in cui tra l’altro è segnalato al premio Novara. Nel 2010 è presente a disegni diversi, presso il MAT - Museo dell’alto Tavoliere, Sansevero. L’anno seguente è nella rassegna “Aperto ‘11” ospitata dalla galleria Fёs Show Room di Minori con la personale “Mémoire de sucre”. Segue la personale “Di Passaggio” presso la galleria Studio Legale di Napoli. Nel 2012 partecipa alla collettiva “InterRail” ospitata dal Centro Art’s Events di Benevento e alla rassegna sulla giovane arte contemporanea “Green Dreams” a Salerno presso il
Tempio di Pomona. Nel frattempo è invitato a dare veste al progetto musicale di Enzo Avitabile “Black Tarantella”, realizzando un disco con una forte impronta pittorica e con una estetica sperimentale.
È del 2015 la presenza a “Unexpected Beauty” mostra ospitata negli spazi di Intragallery a Napoli e successivamente evolutasi in un progetto site specific presso gli spazi di LAC Sapartament a Milano.

 Nel 2016 è invitato a Setup Art Fair con la galleria Casa Turese con cui, nello stesso anno, inaugura la personale “Peryphery” curata da Marcella Ferro.

 Notevoli consensi riscuote la partecipazione ad Art Fair Cologne, sempre con Casa Turese, esperienza che apre le porte al collezionismo internazionale. Nel 2017 partecipa alla collettiva “in Limine” curata da Luca Palermo negli splendidi spazi del museo castello in Sant’ Agata dei Goti. Nel 2018 partecipa alla suggestiva collettiva “Dimensione fragile”, mostra curata da Jasmine Pignatelli nelle splendide sale del Borromini del palazzo della Biblioteca Vallicelliana a
Roma. Contact: http://www.micheleattianese.com
Accompagna la mostra il volume monografico MCHELE ATTIANESE GROUND, con testo di
Massimo Bignardi, pubblicato da Gutenberg Edizioni, con un’antologia della critica, apparati biografici e bibliografici ed un corredo illustrativo a colori e in bianco e nero.


Ufficio stampa: Caterina La Bella
Eventi, didattica e visite guidate:
Associazione Culturale “Tutti Suonati”


Orario di apertura: lunedì-giovedì ore 9:00/12:30 lunedì e giovedì anche ore 16:00/18:30
venerdì e sabato: ore 10:00 /13:00; 17:00/20:00 domenica e festivi: ore 10:00/13:00; 17:00/21:00
Convento Francescano SS. Trinità, 84081 - Baronissi
E-mail: cultura@comune.baronissi.sa.it - Sito Web: www.comune.baronissi.sa.it


Settore Affari Generali ed Amministrazione Strategica – Servizi alla Persona, Comune di Baronissi - tel. 089 828209 – fax 089 828217

2.17.2019

GIUSEPPINA TORRE & NUNZIA BI 

IN CONCERTO 

AL TEATRO CITTA' DI PACE




by Esterina Pacelli

Si inizia sempre per caso e poi si finisce per  creare la propria passione di vita.
L’arte, in particolare la musica, è la valvola di sfogo alle delusioni, denuncia con voluttà i diversi soprusi della vita, il bisogno di dare voce alla violenza che si subisce ingiustamente, materializzare ciò che hanno distrutto i legami, le passioni, il credo, i sogni,  presenti in un tratto di vita.
Due Donne, due Artiste e due percorsi artistici diversi ma unite dalla passione per la musica,  si incontreranno  in una esibizione senza precedenti il 23 Febbraio in Teatro Città di Pace in località Puccianiello, Caserta. Piano …Bi, per dare vita ad un ensemble di armonie.  E’ il secondo appuntamento di MagieVocali, organizzato da GenoveseManangement.  

Giuseppina Torre, siciliana, pianista e compositrice .
Nunzia Bi, campana, cantautrice, vocal coach e docente di canto pop al conservatorio.
Due generi diversi, due modi diversi di vivere la musica,  eppure, due artiste che hanno in comune molto altro : sono due donne che provengono da una vita difficile, di speranze spezzate, ma col coraggio di ricominciare, nonostante tutto. 
Giuseppina Torre, solo qualche anno fa, ha trovato il coraggio di denunciare il male subito tra le mura domestiche, la voglia di riscatto e la certezza di un futuro migliore, ha spinto la giovane artista a non subire più quello che lei credeva fosse amore, ma di trovare la forza per ricominciare per sé e per suo figlio. L'unica fuga è stato il suo mondo, quel mondo che ha conosciuto all’età di quattro anni, quando ha iniziato i primi passi verso la musica con le lezioni di piano. Si immerge. Le emozioni entrano piano come la luce del mattino. E dal buio passa lentamente ai colori, come l'alba di un nuovo momento, quella  strana magia che nasce tra cielo, terra e aria, è quella magia che si respira ascoltando i brani di Giuseppina Torre. Talento di altri tempi, la sua musica è soave, primeggia la calda atmosfera della sua terra, trasporta in un mondo irreale e l’energia catturata dona pacatezza ai sensi. Come si fa a non amare la musica, la buona musica! Torre  è un messaggero inviato ad alleviare le ferite degli animi attraverso la sua euritmia musicale. “l’Arte  - sosteneva Goethe – è una rivelazione delle leggi segrete della natura. Senza l’attività artistica esse non potrebbero mai giungere alla nostra coscienza”.
Giuseppina Torre ha lavorato duramente per giungere al diploma al Conservatorio, in seguito ha collaborato con Mimmo Cappuccio, con il quale ha pubblicato alcune composizioni con l'etichetta indipendente che ha dato via al suo album di esordio "Il Silenzio delle Stelle".

Ha composto la colonna sonora del docufim "L'amore dopo la tempesta" ispirato ai sopravvissuti della Shoah e per il documentario "Montecassino perché" del giornalista Roberto Olla, entrambi trasmessi su RaiUno.
Ha concepito la colonna sonora del docufilm "La mia idea di arte" tratto dal libro scritto dal pontefice. Il DVD del documentario, prodotto da IMAGO Film, è stato presentato il 27 giugno 2017 presso i Musei Vaticani. Successivamente ha pubblicato l'Album "Papa Francesco - La mia idea di Arte" che ha vinto ben quattro premi al  5th Annual International Music and Entertainment Awards, Los Angeles.

Nunzia Carrozza, in arte Nunzia Bi, mi ha fatto dono di alcuni brani che trovo a dir poco sconvolgenti, uno in particolare che mi ha emozionato fin da subito  è la “Canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, la sua interpretazione –nulla da  togliere a tutti gli altri artisti che hanno interpreto questo brano- è a dir poco straordinaria poiché non c’è solo la voce ma la sua anima. 

L’album Nunzia Bi prodotto da Fausto Mesolella – una delle sue ultime produzioni – verrà presentato il giorno 23 Febbraio al Teatro Città di Pace, in occasione dell’evento Magie Vocali.  Un importante omaggio al Grande Maestro Fausto Mesolella, che ha promosso la sua Terra e tanti artisti della Sua Terra, sempre ed in ogni occasione. 
Ci sono solo inediti  e il brano Filastrocca vincitrice del premio la Repubblica nell’ambito del concorso Fabrizio de André nel 2016. E’ stato pubblicato il giorno 8 dicembre 2018 ed è disponibile sui maggiori store digitali, contiene  cinque tracce : Filastrocca, Pallina Matta, Insonnia, Lo zingaro,  Il primo Bacio

la passione di un vento  i capelli di lei accarezzò
Colorando i suoi occhi una sera d’estate arrivò
Come all’alba una rugiada la sua bocca di luna cercò
Sorridendo al respiro di luglio una curva arrivò
E nella notte i suoi raggi d’argento mostrò
Come al sole l’onda azzurra le sue labbra d’amore bagnò
Ma i sentimenti a volte muoiono nelle parole
Per poi morire nella vita del prossimo dolore
E allora rubami rubami l’attimo
L’attimo infinito di un attimo finito
 Soffrendo la strada al tramonto il cielo guardò
Ricordando i suoi occhi di nuovo a volare iniziò
Come stelle con le ali
La sua bocca di nuovo cercò
Come stelle con le ali la sua bocca di nuovo baciò

 Il Primo Bacio è l’altro brano - dopo Filastrocca e Pallina Matta - da cui si riconosce, ancora una volta, un forte equilibrio compositivo tra musica e parole.

Esiste una vera struttura che dà corpo ad un lavoro di ricercatezza e raffinatezza  che contraddistingue  tutto l’album, cinque tracce, cinque modi diversi di concepire il concetto più semplice e più difficile in assoluto: l’Amore.


Non si può perdere questo momento musicale  di Giuseppina Torre e di Nunzia Bi, per la prima volta  insieme, sul palco di un teatro importante che racchiude arte, storia e la cultura del sud. 

Il Teatro Città di Pace in località Puccianiello-Caserta, è ancora oggi una fucina di emozioni.

Ad Maiora!

Per informazione : 0823361682 | 3470264248 | 3392934340


 





2.13.2019


Comunicato stampa

 
Giuseppina Torre e Nunzia Bi
in 
Piano ...Bi





E’ previsto per il 23 febbraio il secondo appuntamento con MagieVocali, promosso da GenoveseManagement  per   valorizzare i siti culturali della città di Caserta attraverso le eccellenze artistiche. Una sfida importante.

Dopo il primo grande successo del “Baciamano”, GenoveseManagement  propone il concerto Piano ...Bi al Teatro Città di Pace in località Puccianiello – Caserta.  
In un Teatro splendido situato a pochi minuti da San Leucio, sito reale fondato da Ferdinando IV di Borbone  nel 1773, conosciuto soprattutto per la pregiata produzione di seta.

Gianni Genovese, ha saputo coniugare, organizzando il concerto Piano ...Bi, armonia, poesia e la forza d’animo di due Donne eccezionali.

E’ un duo speciale e per la prima volta saliranno insieme sul palco per esibirsi  con repertori di musica differente,  creando atmosfere magiche per dare vita a momenti di grande intensità. 


Giuseppina Torre è pianista e compositrice di musica classica. L’ultimo suo grande successo è stato a Los Angeles al 5th Annual International Music and Entertainment Awards che seleziona e premia le eccellenze di tutto il mondo nel panorama della musica indipendente. 
Unica artista italiana selezionata a rappresentare l’Italia nel 2018, Giuseppina Torre ha vinto in due categorie: Classical Artist of The Year  e Classical Album of The Year con l’album ‘ Papa Francesco – La mia idea di Arte ’  contenente la colonna  dell’omonimo docufilm  e inoltre ha vinto due  Akademia Awards of Los Angeles.

Giuseppina Torre, ha dedicato gli Awards a tutte le donne vittime di violenza, poiché lei stessa è stata vittima tra le mura domestiche.





Nunzia  Carrozza, in arte Nunzia Bi, cantautrice, vocal coach di importanti artisti, docente di canto pop al Conservatorio di Benevento Nicola Sala e al Conservatorio di Trapani Antonio Scontrino, di recente ha pubblicato il suo primo album ‘Nunzia Bi’ interamente prodotto da Fausto Mesolella. L’album contiene il brano ‘Filastrocca’, vincitrice del premio della Repubblica nell’ambito della rassegna ‘Premio Fabrizio De André ’ nel 2016; ‘Pallina Matta’ altro brano da cui  è stato realizzato, dal talentuoso Peppe Barile, il video animato che sintetizza con grande maestria la nascita di questo piccolo gioiello musicale, e ancora, ‘Il primo Bacio ’, ‘Insonnia’, ‘Lo zingaro’, sono brani che donano armonia  e forza a questo lavoro  nato qualche anno fa, e solo a novembre 2018 è stato pubblicato. 

Il brano 'Pallina Matta' presentato per la prima volta
alla finale di Fiat Music al Teatro
Ariston di Sanremo condotto da Red Ronnie, ha ottenuto, dalla giuria di esperti presenti, un ottimo riconoscimento, regalando attimi di grande emozione e la giusta dose di energia per continuare il cammino in ascesa verso un traguardo non facile

Nunzia Bi, non è solo artista, ma è una donna che da anni è attiva in associazioni animaliste per fornire tutela e protezione agli animali. L’amore verso gli animali è intimamente associato alla sua bontà di carattere e alla sua semplicità d’animo.



Appuntamento da non perdere sabato 23 febbraio  al Teatro Città di Pace, per una serata all’insegna della raffinatezza e della musica di eccellenza.



Ingresso 5 euro
Biglietti in vendita  presso il Teatro della Pace via SS. Nome di Maria Puccianiello –Caserta-
Per informazione : 0823361682 | 3470264248 | 3392934340





 

11.14.2018



N u n z i a  B i





by Esterina Pacelli


Nunzia Carrozza nasce con l’armonia nell'anima. Muove i primi passi verso la musica già in tenera età. Nel periodo adolescenziale inizia le esibizioni nei pub e nelle piazze dei paesi, senza tralasciare gli studi liceali.
Dura la vita.
La passione per la musica le ha sempre dato la giusta energia per continuare a coltivare, a studiare e a mettersi in discussione in ogni istante. Certo la passione,  ma anche le esigenze della vita hanno portato Nunzia Carrozza a conoscere fin da subito il significato della parola Sacrificio : - le serate mi permettevano di pagare le lezioni di musica e per acquistare a rate il mio primo pianoforte, senza gravare sul bilancio familiare -.
Il mondo della musica è spietato, non ci sono mezzi termini. O si è, o  si svanisce nel nulla.
Carrozza non ha mai mollato, ha rallentato nei momenti difficili, ma non ha mai pensato di abbandonare ciò che per lei è il seme dell’esistenza.

La vita, in certi momenti, è una pura poesia e regala incontri irripetibili, magici. 
E’ l’incontro con Fausto Mesolella 
che dona a Nunzia Carrozza un arricchimento dell’animo attraverso una crescita professionale ed umana. E’ un quid che si chiama Umiltà.  Virtù per la quale Nunzia riconosce i propri limiti, fuggendo da ogni forma di emulazione o sopraffazione, perseguita la voglia di sapere, così va oltre il canto, va oltre la musica, va oltre la voce e perfeziona  la conoscenza del mondo voce anche da un punto di vista più scientifico, attraverso gli studi universitari. Si laurea con il massimo dei voti in logopedia presso l’Università di Tor Vergata in Roma, dopo essersi laureata in pianoforte, frequenta corsi di specializzazione in Italia e all'estero. Organizza, con un team di esperti del settore,un gruppo di lavoro denominato “Espra”, basato su un approccio olistico a tutto tondo, sia in abilitazione che in riabilitazione vocale.

Nunzia Carrozza lavora come turnista (piano, tastiera e cantante) con differenti musicisti in importanti progetti musicali, senza tralasciare l’attività di vocal coach in diverse scuole di Italia.
Ama il confronto, ama l’ironia, ama l’intelligenza dell’essere umano.
Il suo nome d’arte nasce da una chiacchierata con Fausto Mesolella, uomo ed artista carismatico, che ha sempre preferito l’essenza vera dell’animo umano, scevra da sovrastrutture e filtri di sorta.
Durante un incontro -come racconta Carrozza in una intervista-  si parlava della vita in genere.. degli esseri umani.. lui disse: - noi siamo delle lettere dell’alfabeto e in base allo stàdio continuo che abbiamo raggiunto, siamo delle lettere.
Nunzia: Allora sto  “ inguaiata”,  sono una A, non vado oltre la prima lettera!   
Fausto: no, sei una B… sei un po’ più della A ma per arrivare alla Z il cammino è lungo e irto di pericoli…
Tu sei Nunzia Bi!  
Da quel momento Nunzia Carrozza è diventata artisticamente Nunzia Bi.
Il rapporto con Fausto Mesolella è continuato nel tempo, tra scambi di pensieri, parole, tecnica, esperienze, delusioni.. e poi provaci ancora… provaci


Nel 2016, Nunzia Bi partecipa al Premio Fabrizio De Andrè con il brano Filastrocca e si aggiudica il Premio Repubblica. Filastrocca è una vera poesia, è un mix di armonia vocale e strumentale oltre alla semplicità del testo che arriva dritto al cuore. Si sa, la semplicità è la parte più difficile da scrivere, si rischia di cadere nel banale, ma non è ciò che è successo a Nunzia Bi. La semplicità è il suo modello di vita e la riporta in ogni forma di comunicazione.
Il  percorso artistico continua tra serate, matrimoni, lezioni di vocal coach, la docenza in canto pop al Conservatorio Nicola Sala di Benevento senza perdere l’ obiettivo di sempre: pubblicare il suo primo Album prodotto  da Fausto Mesolella.
Nunzia Bi è stata una delle ultime, tra i giovani emergenti,  che Fausto Mesolella aveva considerato, credeva in lei e credeva nelle sue potenzialità :- …Un giorno troverà la sua strada -.
Nunzia Bi riparte da dove si era fermata,  riprendendo dal “cassetto” il suo progetto iniziale. 
La vedremo  il 16 novembre  a  Sanremo alla finale di Fiat Music, programma ideato e condotto da Red Ronnie, e in quella occasione presenterà il video animato Pallina Matta realizzato dal talentuoso artista Peppe Barile. Il brano è tratto dall'album Nunzia Bi. 
In fondo, ogni musicista è una Pallina Matta, su e giù nel flipper della vita artistica che regala luoghi e sorrisi sempre nuovi.

Ad maiora!!!