11.09.2016


presentazione del volume

CAYLUS e LA RISCOPERTA DELLA PITTURA ANTICA




"Sessantacinque acquarelli di Pietro Santi Bartoli eseguiti per Luigi XIV vengono trafugati dal Cabinet du Roi dal chirurgo del potente ministro Louvois, e ritrovati in parte sessant’anni dopo dal conte di Caylus a Parigi. Da queste vicende nasce il “Recueil de peintures antiques”, il primo libro a colori sulla pittura antica, che avrà un’influenza determinante sulle pubblicazioni del secondo Settecento e sulla nascita del Neoclassicismo."




di Esterina Pacelli



Nel suggestivo Museo Archeologico Nazionale di Napoli, giovedì 10 novembre alle ore 17:00 sarà presentato il volume CAYLUS E LA SCOPERTA DELLA PITTURA ANTICA attraverso gli acquerelli di Pietro Santi Bartoli per Luigi XIV - Genesi del primo libro di storia dell’arte a colori. 




"Il Recueil de peintures antiques, uscito a Parigi tra il 1757 e il 1760, rappresenta una pietra miliare nello studio della pittura antica nel XVIII secolo; nonostante il successo della pubblicazione presso i contemporanei, che ebbero a definirlo “le livre d’antiquités le plus singulier qui paraitra jamais” (Ch. Le Beau), rimane ancora oggi una delle opere meno note di Caylus. 
Dopo aver rinvenuto a Parigi trentatré acquarelli di Pietro Santi Bartoli, Caylus li fece incidere al tratto e acquarellare in trenta esemplari, che, per la prima volta, sono stati in gran parte rintracciati dagli autori del libro. Si propone qui una rilettura del Recueil e della sua fortuna attraverso l’esame della corrispondenza di Caylus – e dei suoi collaboratori Mariette e Barthélemy – con gli amici italiani padre Paciaudi e monsignor Bottari, corrispondenza che ha permesso di conoscere più da vicino la storia dell’edizione, la sua distribuzione, la sua fortuna presso i contemporanei. 
I bellissimi acquarelli di Bartoli ritrovati da Caylus sono oggi conservati nella Bibliothèque nationale de France, rilegati nel manoscritto che Caylus donò a Luigi XV nel 1764. A questi sono da aggiungere i trentadue esemplari del Royal Institute of British Architects di Londra che appartenevano in origine ad un’unica serie, acquistata dall’Accademia di Francia a Roma per conto di Luigi XIV tra il 1685 e il 1694, come si è potuto accertare, sulla base della documentazione archivistica reperita a Parigi. I sessantacinque acquarelli di Bartoli, che riproducono affreschi antichi rinvenuti nelle vigne della Roma tardobarocca, riuniti insieme in questo libro, sono pubblicati per la prima volta a colori e analizzati in base al contesto archeologico di provenienza, in una sintesi che attraversa due secoli fondamentali per lo studio della pittura antica."

L'argomento sarà discusso nel corso della presentazione del volume CAYLUS E LA SCOPERTA DELLA PITTURA ANTICA a cura di Erminia Gentile Ortona e Mirco Modolo.
Introduce Paolo Giulieri direttore del MANN, intervengono Giulia Fusconi, Federico Rausa e Valeria Sampaolo.
Saranno presenti gli autori.





CAYLUS E LA SCOPERTA DELLA PITTURA ANTICA
a cura di  Erminia Gentile Ortona e Mirco Modolo,
De Luca Editore d'Arte, 2016
formato 21 x 29,7, 
brossura pp. 280; 79 col., 197 b/n 2016













ERMINIA GENTILE ORTONA si è specializzata nello studio dell’Antico nell’arte italiana,con particolare riguardo per la pittura del Settecento romano. Ha scritto saggi sulle pitture delle Terme di Tito, sulla Villa Albani, sull’influenza della pittura antica nell’ambiente del Cardinale Alessandro Albani, su Felice Giani. Nei molti anni, trascorsi all’estero ha svolto attività di catalogazione e tutela dei beni artistici nelle ambasciate di Lisbona, Teheran e Parigi, culminata col volume L’Ambasciata d’Italia a Parigi. Hotel de La Rochefoucauld Doudeauville (2009). 


MIRCO MODOLO è archeologo, archivista e studioso di cultura antiquaria della Roma del XVII secolo. Dottore di ricerca con una tesi sulla fortuna della pittura antica tra Sei e Settecento (Università “Roma Tre”), si è diplomato presso la Scuola biennale di Paleografia, Archivistica e Diplomatica dell’Archivio Segreto Vaticano. Nelle sue pubblicazioni si è interessato prevalentemente dei disegni dall’antico sia come strumento di indagine del contesto erudito che li ha prodotti, sia come chiave per la ricostruzione archeologica. Ha analizzato gli acquarelli di Pietro Santi e Francesco Bartoli della collezione Topham di Eton e della collezione Coke di Holkham Hall nei cataloghi delle mostre “Paper Palaces” (Eton 2013) e “Seduzione Etrusca” (Cortona 2014).






10.14.2016



A.M.A.C.I. GIORNATA DEL CONTEMPORANEO


Sabato 15 Ottobre, Vitulano (Bn)


di Esterina Pacelli






FAGUS. Territorio in crescita, in occasione della 12.a Giornata del Contemporaneo promossa dall'A.M.A.C.I. - Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani - presenta l'artista salernitano Dino Vincenzo Patroni, presso la sala comunale in piazza della SS.ma Trinità, alla presenza delle autorità locali.
Patroni,proporrà al pubblico una sua opera La bicicletta di un giovane artista scaramantico.
La sculto-pittura, dopo la mostra di sabato 15 e domenica 16 ottobre, entrerà a far parte della prestigiosa collezione d'arte permanente della Pinacoteca Civica d'Arte Contemporanea 
https://www.facebook.com/fagusvitulano.it/videos/1660630217600216/



Dino Vincenzo Patroni, è pittore, scultore, medaglista e ceramista. Allievo di Giuseppe Capogrossi durante l'Accademia di Belle Arti di Napoli ma anche di Giovanni Brancaccio e Antonio Venditti. Patroni, durante il suo soggiorno napoletano, entra in contatto con gli intellettuali Domenico Rea, Michele Prisco, Ugo Piscopo e tanti altri attivi nell'ambito culturale partenopeo della seconda metà del NovecentoFiglio d'arte, Patrone dopo una lunga ricerca artistica, arriva ad un linguaggio "stilizzato",riducendo all'essenziale le linee e conferendo alle opere la sintesi di un libero movimento. Ha lavorato tra Napoli, Vicenza, Panevezys (Lituania) e Monreale.
Oggi, vive e lavora a Maratea (Pz)




La Pinacoteca Civica d'Arte Contemporanea di Vitulano è visibile tutte le domeniche dalle ore 10.30 alle ore 12.30, con la presenza di Tommaso de Maria, socio fondatore dell'associazione FAGUS. Territorio in crescita ed esperto d'arte contemporanea.



Ingresso libero
Per informazioni
info@fagusvitulano.it
http://www.fagusvitulano.it



10.13.2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO comunicato stampa


PER UNA COLLEZIONE FONOGRAFICA EUROPEA IL CONTRIBUTO ITALIANO AL PROGETTO EUROPEANA SOUNDS (2014-2017)

Evento organizzato nell’ambito del progetto europeo Europeana Sounds
 da 
Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU) 
Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi (ICBSA) 

24 ottobre 2016 

Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi Palazzo Mattei di Giove, via Michelangelo Caetani, 32 Roma


L’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi (ICBSA) illustrerà il 24 ottobre nel suo Auditorium a Roma il contributo italiano al progetto Europeana Sounds, che promuove l’accesso e la valorizzazione del patrimonio sonoro europeo.

L’evento, dal titolo “Per una collezione fonografica europea: il contributo italiano al progetto Europeana Sounds (2014-2017)”, è organizzato in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU), partner del progetto, e vedrà la partecipazione di esperti di vari ambiti disciplinari.

Gli interventi si alterneranno all’ascolto di brani in un breve viaggio attraverso il vasto paesaggio sonoro italiano, alla scoperta di alcuni fra gli oltre 83.000 contributi sonori che l’ICBSA, mediante Europeana Sounds (http://www.europeanasounds.eu), ha reso consultabili dal portale Europeana (http://www.europeana.eu), la biblioteca digitale europea.
La presentazione del progetto Europeana Sounds e dei preziosi materiali sonori conservati dall’ ICBSA toccherà diversi temi: il quadro di riferimento generale rispetto alle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale, la produzione fonodiscografica della prima metà del Novecento in Italia, il diritto in ambito musicale, le nuove frontiere della musica contemporanea, il rapporto tra musica e cinema, la nascita delle library musicali italiane.

Tra i relatori, i direttori dei due istituti, Simonetta Buttò (ICCU) e Massimo Pistacchi (ICBSA), affiancati da musicisti, critici musicali, tecnici del suono e altri professionisti, come da programma allegato.
L'incontro, promosso dal progetto Europeana Sounds, iniziato nel 2014 e che si concluderà nel 2017, si inserisce in una lunga serie di (re)discovery event, iniziative finalizzate a presentare al grande pubblico i capolavori che i partecipanti al progetto hanno digitalizzato e fornito a Europeana, il portale del patrimonio culturale europeo.


PROGRAMMA 

16:00-16:20 - Saluti

  • Simonetta Buttò, direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche (ICCU)
  • Massimo Pistacchi, direttore dell’Istituto Centrale per i beni sonori ed audiovisivi (ICBSA)

16:20-16:40 - Introduzione a Europeana Sounds e al contributo dell’ICBSA al progetto

  • Elisa Sciotti, ICCU
  • Piero Cavallari, ICBSA

16:40-17:00 - La produzione fonodiscografica italiana tra il 1900 e il 1950

  • Felice Liperi, critico musicale, giornalista

17:00-17:20- Nuovi media e nuovi diritti. La musica italiana dall'acquisto allo streaming

  •  Federico Mastrolilli, avvocato

17:20-17:40- Le nuove frontiere della musica contemporanea. Novità e riscoperte della produzione discografica

  • Francesco Galante, Conservatorio di Musica di Cosenza “Stanislao Giacomantonio”

17:40-18:00-Musica e cinema. I grandi compositori e la produzione discografica

  • Federico Savina, sound designer, docente (emerito) di tecnica del suono del Centro Sperimentale di Cinematografia - (CSC - Cineteca Nazionale)
  • Giuliano Radiciotti, tecnico del suono, docente di mastering e restauro del suono, Dipartimento di Ingegneria Elettronica - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

18:00-18:20- La nascita della produzione delle library musicali italiane

  • Stefano Pogelli, RAI Radiotelevisione Italiana

18:20-18:35 - Conclusioni


Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Per informazioni
Tel. 06-6868364
email ic-bsa@beniculturali.it
Registrazione www.otebac.it

10.03.2016

NUNZIA BI semifinalista al Premio De Andrè 

Testo e foto di Esterina Pacelli




E’ una giornata uggiosa di inizio autunno.
Ascolto musica. 
Ascolto Filastrocca di Nunzia Bi.
Mi viene subito voglia di scrivere una nota su questo brano, perché percepisco il profumo di una nuova poesia. 
Le parole arrivano piano piano, quasi in sordina. 
Mentre scrivo, metto le cuffie e riascolto questo brano nei minimi dettagli e mi fa volare verso nuove dimensioni. 
E'disarmante, racchiude il senso armonico della vita dove tutto si è e tutto è.
La voce di Nunzia Bi risveglia un sentimento,un'emozione.
Filastrocca è semplicemente un componimento poetico.



Nunzia Carrozza in arte Nunzia Bi è pianista, cantautrice, vocal coach. 
Ha formato giovani talenti presenti in trasmissioni televisive nazionali, partecipa come ospite in diverse trasmissioni radiofoniche, affianca professionisti del mondo dello spettacolo come vocal coach. Inoltre, collabora con diversi artisti  sia come turnista (piano e tastiere) e sia come vocalist.
Ha ottenuto riconoscimenti e vittorie come cantautrice in importanti rassegne nazionali.

Nunzia Bi con il brano Filastrocca è in semifinale al Premio Fabrizio De Andrè 2016 -sezione musica– una rassegna prestigiosa nel mondo della musica italiana.

 Ad maiora!


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO comunicato stampa di Studio Varroni / Eos Libri d’Artista



venticinque libri venticinque artisti
 giovedì 13 ottobre, ore 18 – 21 
13 ottobre – 7 dicembre 2016 (dal martedì al venerdì ore 16 – 19 o su appuntamento) 
Via Saturnia 55, int. 2 (angolo P.zza Epiro) – Roma


La mostra intende riunire, in un corpus variegato ma omogeneo, libri d’artista di autori di diverse generazioni e linguaggi. Nel gennaio 2013 è nata la collana dei 25, che si è conclusa a dicembre 2015, sotto la direzione artistica di Piero Varroni. Ogni opera-libro contiene parole e immagini di uno stesso artista che attraverso questo doppio binario rafforza il proprio messaggio emozionale e poetico. L’alterità, la differenza, la molteplicità risultano essenza del progetto. 

In un momento in cui l’utilizzo della carta va scomparendo e la manualità è stata sostituita dall’universo digitale, ci si vuole riappropriare di preziosi oggetti frutto della creatività tangibile dell’artista, che in questo caso usa anche la parola scritta.

Quella dei Libri d’Artista va considerata una pratica non illustrativa e non narrativa. Poesia in versi e in forma pittorica che si concretizza in libro. In questa serie la tiratura è limitata a 8 o 10 esemplari, per evidenziarne l’intento amanuense e trovare il giusto passaggio, da un ordine concettuale (testo) a un ordine visivo e pittorico. 

L’idea è di far vivere l’esperienza fisica del libro al visitatore nella sua completezza, come oggetto plastico, visivo e di scrittura. La mostra in questione si caratterizza come un’unica grande installazione, realizzata nel rispetto del messaggio poetico e artistico sotteso alle opere. 

Lo studio Varroni Eos Libri d’Artista, luogo di ideazione e realizzazione di libri d’artista, inaugura la prima tappa di questa mostra a carattere itinerante. 

venticinque libri venticinque artisti 

Navid Azimi: Serafini della tortura, settembre 2013
Nanni Balestrini: Canzonetta di buonanno, ottobre 2013 
Mirella Bentivoglio: L’altra faccia della Luna, febbraio 2013 
Gregorio Botta: Sono qui, dicembre 2015 
Bruno Ceccobelli: L’impiantato, dicembre 2014
Andy Cross: A Washington Ritual, giugno 2013 
Gianni Dessì: Tu x Tu, gennaio 2015 
Marilù Eustachio: Un’ora o poco più, maggio 2014 
Alfonso Filieri: L’Oro, gennaio 2014 
Elmerindo Fiore: Esercizi di scomparsa, agosto 2015 
Giosetta Fioroni: Amato Cane, maggio 2013 
Jannis Kounellis: La luna e il vestito, ottobre 2013
Dominique Lomré: Repeat, giugno 2014 
Carlo Lorenzetti: Sidereoerrante, luglio 2014 
Vittorio Messina: P B & D / 1, dicembre 2014 
Hidetoshi Nagasawa: Tempo Zero, febbraio 2015
John David O’Brien: Trame, giugno 2015 
Lamberto Pignotti: In tutti i sensi, settembre 2015 
Luisa Rabbia: Everyone, aprile 2014 
Rosella Restante: Fonema, ottobre 2013 
Giuseppe Salvatori: Ognissanti, marzo 2015 
Donatella Spaziani: Punti di riferimento, settembre 2013 
Chima Sunada: Nushu, aprile 2015 
Piero Varroni: Momento, gennaio 2013 
Gaetano Zampogna: Quale dono, agosto 2015 

SCHEDA TECNICA LIBRI 
Formato: 51 x 37 cm (a copertina chiusa) 
Sovraccopertina: carta Ahnemühle 220 gr. (su cartoncino antiacido) 
Pagine interne: carta Amatruda di Amalfi 340 gr. - 50 x 72 cm (a foglio aperto) 
Tecnica: interventi pittorici manuali in varie tecniche
Tiratura: numero massimo 10 esemplari


STUDIO EOS Libri d’Artista Libri Opera e Carte d’Artista Via Saturnia, 55 - 00183, Roma +39.068812298 - 348.7347243 

9.07.2016

comunicato stampa

Festival dell’Erranza 
“I Confini e i Volti” 

Quarta edizione 

A Piedimonte tornano valori antichi per pellegrini moderni 
dal 9 all’11 settembre



L’“erranza”, declinata nei suoi molteplici significati, rivive nel borgo antico di Piedimonte Matese: il cinquecentesco complesso monumentale di San Domenico ospita per il quarto anno consecutivo il “Festival dell’Erranza”, ideato e diretto da Roberto Perrotti. Da venerdì 9 a domenica 11 settembre 2016 il centro storico della città casertana diventa scenario per un evento ormai di risonanza nazionale e con ospiti di respiro internazionale che arricchiscono e valorizzano identità e l’originalità dell’iniziativa.

Incontri, dialoghi, spettacoli sul tema, per questa quarta edizione, “I Confini e i Volti”. Protagonisti del 2016 sono Riccardo Carnovalini (camminatore, scrittore, fotografo), Davide Cerullo (figlio e narratore delle Vele di Scampia), Vincenzo di Ieso (LiXuanZong, Prefetto Generale della Chiesa Taoista d’Italia), Chaimaa Fatihi (scrittrice e delegata nazionale dei Giovani Musulmani d’Italia), padre Enzo Fortunato (direttore sala stampa del Sacro Convento di Assisi), Vivian Lamarque (scrittrice e traduttrice), Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia), don Maurizio Patriciello (parroco in prima linea nella Terra dei Fuochi), Marco Rovelli (scrittore e musicista).

«Gli ospiti potranno riflettere sul significato di confine, di linea reale o mentale, che delimita l’Altro: ogni divisione, in realtà, crea una doppia visione che consente di contemplare la diversità insita in ogni Alterità – spiega il direttore artistico del Festival – La vita dell’uomo è un passaggio continuo sul limite dell’io e dell’Altro. Non è un caso che si definisca con-fine il luogo dove entrambi hanno la loro fine per poi incontrarsi. L’incontro avviene per necessità attraverso una relazione diretta: ‘faccia a faccia’. Il Volto dell’Altro sorprende e la nostra risposta diviene spesso un modo per interrogarci sulla nostra stessa identità».

Scrittori, artisti, musicisti, studiosi, religiosi, operatori umanitari s’interrogheranno sulla necessità di mettersi in cammino, sulla fatica del migrare, alternandosi negli spazi dedicati al Festival (il Chiostro, l’Auditorium, la Cappella del Rosario, congiuntamente alla piazza antistante e al quartiere antico del centro storico del borgo di Piedimonte), dando vita a un programma di incontri e dibattiti che ogni giorno terminano con un evento speciale: venerdì con la proiezione di corti cinematografici, a cura di ‘Cinema dal Basso’; sabato con il concerto Jazz “Roman Dixieland Few Stars” di Michele Pavese; domenica con la premiazione del Concorso fotografico sul tema del volto, a cura di “Le foto più belle della nostra terra”. Nei giorni del festival, inoltre, la mostra all’interno del Chiostro delle prestigiose opere di Battista Marello, “La potenza dei volti”, mette in luce il significato autentico del tema di quest’anno. E, nel corso delle tre giornate, è possibile far visita al banco informativo sull’attività di Emergency e alla Libreria dell’Erranza, gestita dalla libreria Feltrinelli di Caserta (fornita dei testi degli autori ospiti con una vasta scelta di libri riguardanti il tema dell’erranza), oltre a degustare vini della cooperativa agricola La Guardiense, fra le più grandi d’Italia. Un momento unico è previsto per domenica 11 settembre, dalle ore 10 alle 13, con il progetto musicale Earthwork Sound System, che diffonde vibrazioni e messaggi di convivenza pacifica e di solidarietà tra gli uomini, attraverso la scelta di dischi in vinile capaci di evocare tale atmosfera; le musiche attingono alle ritmiche giamaicane degli anni ’60 fino a quelle inglesi che infiammarono Brixton durante gli anni ’90.Patrocinato dalla Città di Piedimonte Matese, dalla Provincia di Caserta e dall’Ente Provinciale Turismo di Caserta, il Festival dell’Erranza nella sua anticipazione del 13 giugno ha ospitato il cantautore e scrittore Vinicio Capossela.




CALENDARIO INCONTRI

Venerdì 9 settembre
ore 17:00 Apertura
ore 17:30 Camminare con il passo e con il cuore dei poveri
Enzo Fortunato interviene Grazia Biasi
ore 18:15 A piccoli passi… nelle mani dell’altro
Riccardo Carnovalini interviene Alberico Bojano
ore 19:00 Quei volti amati nella terra dei fuochi
Maurizio Patriciello interviene Suor Letizia Raffaela
ore 19:45 Amnesty International
Riccardo Noury interviene Benedetto Iannitti
ore 20:30 Proiezione corti cinematografici: Un cantiere di espressioni indipendenti, a cura di ‘Cinema dal Basso’


Sabato 10 settembre
ore 17:30 Il volto di un comandante, l’epopea di un popolo
Marco Rovelli interviene Carla D’Alessio
ore 18:15 Lettera aperta di una musulmana italiana ai terroristi
Chaimaa Fatihi interviene Isabella Moroni
ore 19:00 Avevamo gli occhi di tutti i colori
Vivian Lamarque interviene Giuseppe Colangelo
ore 21:00 Concerto Jazz: Roman Dixieland Few Stars di Michele Pavese

Domenica 11 settembre
ore 11:00 InChiostro d’Oriente
Vincenzo di Ieso interviene Mary Attento
ore 11:45 A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca
Davide Cerullo interviene Anna Grillo
ore 12:30 Premiazione Concorso fotografico sul tema del volto, a cura di “Le foto più belle della nostra terra”
(ore 10-13 Earthwork Sound System)


Nei giorni del festival:
“La potenza dei volti”, esposizione delle opere di Battista Marello all’interno del Chiostro;
Mostra fotografica sui volti, a cura di “Le foto più belle della nostra terra”;
Libreria dell’Erranza, gestita dalla libreria Feltrinelli di Caserta;
Banco informativo sull’attività di Emergency;
Degustazione vini della cooperativa agricola La Guardiense.

INFO 

Festival dell’Erranza Largo San Domenico, 81016 Piedimonte Matese (Ce)


Roberto Perrotti
direzione@festivaldellerranza.it

Mary Attento
mary.attento@gmail.com
ufficiostampa@festivaldellerranza.it
 

Pietro Savastano
info@pietrosav.it

http://www.festivaldellerranza.it/

facebook Festival dell'Erranza
Instagram fderranza
YouTube.com/festivaldellerranza

twitter @FdErranza



5.06.2016

Seraphica Charitas


di


FRANCESCO LEPORE






di Antonietta Cutillo

Seraphica Charitas è il titolo dell’ultimo lavoro di Francesco Lepore, giovane storico con un impressionante numero di pubblicazioni scientifiche all’attivo. Nato a Benevento vive a Roma dove ha conseguito la laurea in lettere antiche e la licenza in dogmatica e dove ha lavorato per anni presso la Segreteria di Stato Vaticana, all’Osservatore Romano, nella Biblioteca Apostolica Vaticana.

Già nel 2015, l’Associazione Storica della Valle Telesina ha presentato la sua opera, Il Purgatorio ragionato di Francesco Longano -settecentesco prete, illuminista e massone - apparso nel 2014 nella autorevole rivista «Miscellanea Bibliothecae Apostolicae Vaticanae», e ripubblicato in volume dalla casa editrice IRESMO nel 2015. 

Oggi Lepore ritorna con una biografia di un personaggio “locale”: Fratel Carlo di S. Pasquale, al secolo Giuseppe Vitelli, nato a Cusano Mutri agli inizi dell’Ottocento, terziario francescano tra gli Alcantarini di Piedimonte Matese, vissuto in seguito a Sepino, Piedimonte, Napoli, Mirabella. Il lavoro di Francesco Lepore è una precisa ricostruzione storica della vita del Vitelli in un’epoca di trapasso dal vecchio al nuovo regime e di trasformazioni profonde, in particolare le leggi eversive, che portarono alla soppressione di molti conventi e riportarono Fra Carlo a Cusano nel 1866 dove visse fino alla morte nel Romitorio di S. Maria delle Grazie. «Da queste pagine emerge dunque la vera figura di Fratel Carlo, ricostruita, come si è già detto, grazie alle lunghe peregrinazioni dell'autore soprattutto presso quei "santuari della memoria" che sono gli archivi. Numerosi i documenti rinvenuti, che in una con le testimonianze giurate e la risistemazione delle fonti edite, conferiscono a questa pubblicazione gli accennati crismi della novità e dell'atipicità. La biografia si muove infatti su due binari. Essa è un'opera agiografica e, in quanto tale, scritta ad aedificationem. Ma il carattere spirituale è inscindibile da quello storico-critico, che ne costituisce il fondamento. Di ogni affermazione è fornito il rimando documentale e, quando le testimonianze dirette sono lacunose, l'accurata ricostruzione dell'ambiente familiare, sociale e religioso ne sostanzia indirettamente il profilo unitamente a un costante raffronto coi testi legislativi e ascetici dell'alcantarinismo, di cui il dott. Francesco Lepore mostra d'avere familiarità» (dalla prefazione di Fr. Michael Anhony Perry Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori).

In effetti, gli archivi frequentati dall’autore sono veramente tantissimi: il parrocchiale di Cusano, il diocesano di Cerreto, gli archivi dell’Ordine dei Frati Minori delle Province di Puglia, Molise, Napoli e della Provincia Sannito-Irpina, l’archivio Generale dei Minori a Roma, tutti gli archivi di Stato di Benevento, Avellino, Napoli per finire con l’Archivio Segreto Vaticano di cui Lepore è un profondo conoscitore. 

È per questo che quest’opera, edita dalla prestigiosa Editrice Vaticana e già presentata il 28 aprile scorso a Napoli, nel Monastero di S. Chiara, deve essere guardata per quello che è: un libro di storia a tutto tondo, con alla base una rigorosissima ricerca scientifica, che dà alla storia di un personaggio locale e di una piccola comunità la dignità e il valore che meritano.







 











Sabato 7 maggio 2016 – ore 18.00 


Presentazione del libro di Francesco Lepore 
Seraphica Charitas. 
Note storico-critiche sull'alcantarino Carlo di S.Pasquale (1818-1878)

 Abbazia benedettina del Santo Salvatore de Telesia - San Salvatore Telesino (Bn)



Introduce e modera: 

Enza Nunziato 
Giornalista de Il Corriere del Mezzogiorno 


Saluti 

Giovanna Battaglino
Presidente dell'ASVT 

Fabio Romano
Sindaco del Comune di San Salvatore Telesino 

 Pasquale Marco Fetto
Presidente dell’Associazione Amici di Fra Carlo 


Intervengono 

 Giovanni Araldi
Dottore di Ricerca in Storia Medievale, Università "Federico Il" di Napoli 

 Fulvia Serpico 
Dottore di Ricerca in Storia Medievale del Pellegrinaggio, Università del Salento 


Conclude l'autore
Francesco Lepore






Associazione Storica Valle Telesina

4.20.2016

PERIPHERY mostra personale di Michele Attianese 

presso la galleria Casa Turese in Vitulano, visibile fino al 30 Aprile





Una formazione importante che ha segnato il suo nascere come artista. Dopo, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha studiato pittura ed incisione, Attianese si laurea anche in Architettura. Fin da piccolo ha sempre disegnato e col tempo il suo gioco è diventato una vera passione. Si è avvicinato all’architettura dell’artigianato e al disegno industriale, il suo approccio non è stato solo accademico, ma, è andato oltre, addentrandosi in una visione  socio-antropologica. Le sue opere parlano di periferie urbanistiche, quelle fisiche, ma, anche quelle mentali. Nelle sue tele vi è uno spazio architettonico ben definito che si contrappone alla
percezione di sagome statiche o in movimento : esse sono le periferie mentali, dove non si esce facilmente dagli schemi “architettonici” della ragione, è tutto perfettamente uniforme, lineare a prima vista,  poi, si  avverte l’ infinito, ed inizia il gioco  di  “uscire” e  di “entrare” nei meandri dell’inconscio. Attianese, trastulla molto sul colore. E’ un colore che plasma la smania di essere “fuori”, ma contemporaneamente riesce a tener unito sulla superficie tutto ciò che è in una periferia fisica-mentale, divenendo man mano un collante. Predomina il grigio,  modulato con sapienza, il bianco è spalmato con parsimonia. E’ l’origine evolutive delle emozioni umane. E’ l’elaborazione delle sensazioni.
E’  la mente emotivo-istintuale a subire, durante il percorso, la trasformazione ad una forma più sofisticata: essa, nasce dalla “materia grigia/razionalità” fino ad arrivare alla “materia bianca/istitività”  manifestandosi in una superficie “distorta”, la fenomenologia dello spaziotempo.
La materia bianca è indiretta connessione con la vita, l’emozione, l’evoluzione, è il legame con i sogni, con l’intuito con l’inconscio, è cruciale per svelare il profondo mistero dell’essere umano: la coscienza.
La coscienza porta alla realtà, attraverso saggi e filosofie, che si trasforma, poi, in conoscenza.
La conoscenza è legata all’immagine.
 In questa corrispondenza nasce il linguaggio pittorico di Attianese. Racchiude in poche pennellate il dualismo della vita: la frattura tra il mondo delle idee, eterno, incorruttibile e perfetto, contro il mondo materiale imperfetto e corruttibile; le periphey.





Ringrazio CASA TURESE galleria - edizioni d'arte per il materiale fotografico.
www.casaturese.it
info@casaturese.it
tel.0824.874650  cell.333.3443684

3.10.2016

MOVIMENTO

 PITTURA E PERFORMANCE DI VITO PACE




INTERVISTA di ESTERINA PACELLI


scritto
 Vito Pace
Guardia Sanframondi è un luogo del mondo. Oggi, vive un nuovo fermento artistico internazionale con artisti provenienti dall'estero e da alcune zone dell’Italia, per dare nuova linfa al centro storico del paese. Nei vicoli ci si incontra, ci si ferma per un saluto non solo con i nativi ma soprattutto con i nuovi guardiesi che si sono ben integrati nel tessuto storico-culturale del luogo. Incontro Vito Pace dinanzi alla galleria-studio Pietre Vive, artista irrequieto, mai fermo per troppo tempo nello stesso posto, sempre pronto a confrontarsi con nuove realtà,  gli domando:
Vito Pace ha un’anima variopinta passa dalla pittura al teatro, qualsiasi forma è arte?
Non è proprio così, perché le forme espressive possono essere anche banali. È un meccanismo che scatta nell'intimo, sono sensazioni che non si possono controllare, fuoriescono nei modi e nei luoghi più strani o semplicemente si manifestano. L’arte non è un mestiere che si può imparare o apprendere. L’arte è il momento, non si è mai pronti ad accoglierla appieno, a volte, capita anche dopo lunghi momenti statici, e poi, si avverte quel momento magico, di creazione … l’emozione è vera, è autentica, è vita … altrimenti si rischia di cadere nel banale.
 L’arte, secondo lei, è un mezzo per contrastare forme di impoverimento sociale? 
Vivo da qualche tempo in questo meraviglioso paese, Guardia Sanframondi, e come in ogni piccola o grande realtà vi sono momenti di atti vandalici perpetrati ai monumenti storici, sculture buttate giù da Ponte Ratello, fa male vedere il silenzio dinanzi a certe forme di violenze, perché la gente non è più abituata a parlare e a confrontarsi in modo civile e costruttivo. Più di ogni altra cosa l’arte ha il compito di sensibilizzare e denunciare, insieme ad altre persone ma anche autonomamente, ogni forma di sopruso.
In che modo?
La vita è drammatica, la mia vita è drammatica. L’artista fa parte dell’arte, è un dono.
Sto cercando di realizzare, attraverso delle performance pittoriche ma anche teatrali o semplicemente unendo le due forme espressive, nuovi stimoli verso altre forme di aperture culturali.
E’ reduce di una grande performance “I Treni e le Barche della Storia”, dove il filo conduttore è stato “il passato è oggi”
Si, la storia di ieri che si ripete oggi, sotto altre forme ma con lo stesso disagio e dolore dei popoli. In questo spettacolo c’è stato un coinvolgimento di tutte le forme espressive, dal teatro alla pittura in scena, dalla musica dal vivo al canto, varie maestranze verso un unico obiettivo, quello di fare arte “a tutto tondo”, coinvolgendo e sensibilizzando il pubblico. Il successo ottenuto è la conferma che si può fare, ed è questo il mezzo per sconfiggere il decadimento intellettuale. Vorrei ringraziare l’associazione “Laboratorio Dentro al Teatro” che mi ha dato questa possibilità, che si è trasformata in una piccola continuità collaborativa. C’è lo studio-galleria Le Pietre Vive, di cui sono anche il cofondatore insieme a Carmine Maffei, aperti ad esperienze artistiche per creare nuove condizioni di crescita non solo personale ma soprattutto del territorio. Inoltre, sono impegnato anche a Napoli in altri progetti. Una sinergia tra il piccolo e il grande centro …  il movimento!
Una vita in viaggio e sempre in posti diversi, originando una forma mentis aperta, è questo il suo segreto?
Sicuramente, ogni esperienza fa parte di me nel bene o nel male. E’ la continua trasformazione che avviene durante i miei soggiorni in posti diversi che genera il piacere di relazionarmi con l’arte e con le persone. Ultimamente mi eccita di più intervenire sul sociale che lavorare sulla tela, perché alla fine, le persone sono sempre state al centro delle mie attenzioni. E’ arrivato l’occasione di mettere in pratica il detto "impara l’arte e mettila da parte" … anche se ho scelto un posto un po’ insolito. Penso profondamente che sia arrivato il momento di trasmettere il mio "sapere". 
Ha vissuto in molti luoghi, per diversi anni a Londra, da cosa nasce la sua decisione di trasferirsi e lavorare in un piccolo centro come Guardia, ha trovato interessante il tessuto storico-sociale o semplicemente è una sfida?
Sicuramente è un mix di tutto questo. Che senso ha, acquisire un sapere e non spenderlo. Così come è impostato l’artista moderno, il suo unico scopo è di raggiungere la notorietà, essere un privilegiato rispetto a tanti altri, sinceramente, non mi appartiene questa logica. La vita d’artista non è questa. E’ altro. Per me, la vita dell’artista è quando hai un dolore e lo manifesti con grande sensibilità e soprattutto riesci a stare nelle cose … sì, nelle cose. Nella mia vita sono riuscito sempre a vivere in luoghi dove posso raggiungere un equilibrio tra il vivere e manifestare la mia arte. La scelta di Guardia mi permette tutto questo, apprezzo la cucina, tutte le cose buone che scopro ogni giorno e contemporaneamente vivo la vita qui con uno spirito internazionale. Il centro storico di Guardia ha una sua energia, non sono l’unico a pensarlo, ci sono altri artisti, provenienti da diverse parti del mondo, che hanno acquistato casa e si sono stabiliti in paese per poter catturare, attraverso la propria sensibilità, questa forza che si nasconde tra le rocce, l’acqua che scorre, la storia, le tradizioni, le credenze popolari … è localizzato  tutto in questo posto e certi istanti sono piccole magie. 
Non si è mai fermato troppo tempo in un luogo, dopo un arco di tempo, ha preferito nuove mete, perché?

Probabilmente non mi fermerò più di tanto nemmeno qui a Guardia, non dipende da me, io non metto il timer … il timer è dettato dal posto, quando io non ho più nulla da dire, non ha più senso rimanere, non c’è qualcosa che mi lega più di tanto, fino adesso è stato così -si sofferma un attimo- il tempo biologico -ride- forse inizio a pensare alla mia vecchiaia, è anche vero che ci sono novantenni che sono invidiabili per la loro vitalità …                                           L’idea di abbandonare il luogo è sempre qualcosa di importante per me, poiché  sono un autodidatta, la mia arte nasce da sé, non ho avuto una famiglia in grado di sopperire la mia indole, pertanto il mio linguaggio pittorico si è venuto a creare da sé … non è stato facile. Oggi, ciò che mi intriga è la sfida di insegnare l’arte. L’arte in relazione alla filosofia. Ai giovani vorrei donare uno strumento in più da usare nei loro momenti drammatici … devono raggiungere la consapevolezza di contare su qualcosa e non su qualcuno. Ciò lo insegna non la vita, ma la creatività. Vedo persone che sono condannati da se stessi, nel senso che non hanno mai accettato o non hanno mai visto dentro se stessi chi sono ... e non sanno ciò che loro sono. A volte è una mancanza di strumenti per capire cosa fare della propria vita e soprattutto non buttarla via, perché non c’è niente di più triste, vedere un giovane spento senza la luce negli occhi.



Si ringrazia Vito Pace per il materiale fotografico e per aver reso possibile questa intervista


opera
Vito Pace


scritto
Vito Pace


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Vito Pace



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Pietre Vive